Il pensiero non vive nella testa.
I discorsi, gli scritti, i segni, gli oggetti, le società, i comportamenti, i villaggi e le città, i monumenti e
le opere d’arte, vecchie pratiche sepolcrali e antiche abitudini sussurrano continuamente pensiero.
Mostrano organizzazioni sociali, routine, capacità inventive.
Il pensiero vive ovunque. Dove non è cosciente è comunque presente, scaricato fuori dai confini biologici del cervello. E le idee non sono mai del tutto individuali, si accavvalano, imparano, si basano su idee sempre precedenti. E sempre espresse. Il tavolo di Crusoe ha milioni di anni, vecchio quanto l’uomo e forse più.
Il pensiero è sociale ed esteso nella realtà. Nato tra gli uomini a loro sopravvive.
Il pensiero non è introspezione, il pensiero ci circonda.