Un altro gradino si sta formando nel tragitto della libertà del genere umano dall’essere costretto e determinato per natura nella propria biologia. Con la contraccezione e l’aborto si sono aperte le porte alla possibilità di gestire la propria vita e la procreazione, di trasformare un fatto di routine in una scelta consapevole di vita, di estendere potentemente l’umanità con la partecipazione attiva dell’intelligenza femminile.
Ora é il tempo della moltiplicazione dei generi, di una loro complessificazione: Uomo e Donna lasciano il posto a Eterosessuale, Lesbo, Gay, Bisessuale e Transgender, ampliando di conseguenza il concetto di famiglia tradizionale. La nostra resistenza sarà tenace al cambiamento cosi’ pure come quella di chi della conservazione ne fa una politica. Ma perché ad esempio questa tenacia dei vertici della Chiesa a difesa della famiglia classica?
Aristotele, il cui metodo e pensiero sono uno dei pilastri su cui si erige la dottrina cattolica, assume la famiglia monogamica come naturale e la pone a base della organizzazione sociale esaltando inoltre la fedeltà dell’uomo in quanto dominio del sé e delle proprie pulsioni. Un individuo insomma autodominato. Cio’ di cui si sta parlando qui é la parte piu’ profonda della nostra coscienza e dei nostri sentimenti, di un determinismo interiore contro gli impulsi vitali, di un’abdicazione alla libertà.
Non ci si spaventi, questo non é un elogio dell’ infedeltà o una riflessione contro o per l’abolizione della famiglia e del rapporto eterosessuale tra Uomo e Donna, ma un semplice dubbio sulla loro unicità. La varietà implica, con la scelta, una maggiore consapevolezza e una conseguente maggiore robustezza dei rapporti che si vengono ad instaurare, mentre un percorso stabilito per tradizione e una sua conclusione scontata per natura trasportano con sé dubbi e nervosismi nascosti insieme a desideri e libertà represse.
Ognuno di noi ha una propria potenza psichica che concentra ed esprime individualmente a seconda delle proprie passioni. Wilhelm Reich, grande pilastro della psicanalisi, aveva ben pensato che una misura comprensibile del punto massimo che questa energia puo’ arrivare a toccare la si percepisce nell’orgasmo libero da motivazioni, indecisioni, resistenze o rimorsi. L’orgasmo che estranea totalmente dal mondo e di cui l’estasi ne rappresenta il sentimento. Non é possibile reprimere questa energia senza far scoppiare malesseri esistenziali e sociali.
Cio’ su cui Aristotele preme non sparisce ma cerca un’altra via di fuga e di uscita. I poteri, che hanno una tendenza intrinseca verso la conservazione, reprimono gli individui permettendo la manifestazione di questa immensa forza mentale in valvole di sfogo a lui non dannose. I Romani ne hanno coniato una prima forma, il circensem, mentre le religioni ne rappresentano un altro aspetto, la concentrazione dell’estasi verso la fede e verso l’estraneamento totale dal mondo fisico. Il potere della Chiesa cattolica, che per sopravvivere ha scelto di concentrare il proprio campo di dominio sulle coscienze, ha necessità di una parte della nostra estasi e della nostra mente che estrae spremendo le nostre pulsioni piu’ intime e indirizzandoci ad una precisa condotta morale e un determinato stile di vita. E’ per questo che le sono necessari la sola famiglia tradizionale, il celibato dei preti e l’esclusione della donna dalla partecipazione attiva, ed é per questo che esistono lo sfruttamento e la violenza sessuale, la decadenza dei costumi e la pedofilia.
La scelta e il coraggio d’amore secondo le proprie passioni e la propria sessualità, nel momento in cui sfugge alla routine naturale e alle costrizioni culturali, sono invece la piu’ sana coscienza di sé nonché uno sforzo grandioso di libertà.